La risposta dell’Europa a Cina e USA
Innovazione guidata dalle persone! L’Umanocentrismo non è un ideale astratto né una semplice direzione normativa sostenuta dall’Unione Europea. È una scelta strategica concreta, capace di incidere sulla produttività, generare valore economico reale e permeare ogni ambito dell’attività economica: dalla produzione al lavoro, dai processi organizzativi all’innovazione. Un approccio che abilita la collaboration, abilita modelli di lavoro ibridi e da ovunque, e permette alle persone e ai team di operare in modo più connesso, efficace e continuo.
Parlare di centralità umana significa riconoscere che le persone non sono un costo da ottimizzare, ma il vero motore della competitività. Significa progettare modelli di business e sistemi tecnologici ed energetici dove l’efficienza cresce insieme a qualità e sostenibilità.
In questa prospettiva, Intelligenza Artificiale, Automazione e Transizione Energetica trasformano il lavoro a misura d’uomo. Non sostituiscono il valore umano, ma lo amplificano, liberando dalle attività ripetitive, permettono alle persone di concentrarsi su progettazione, collaborare e realizzare la vision.

Che cos’è l’Umanocentrismo?
La risposta dell’Europa a Cina e USA
Innovazione guidata dalle persone! L’Umanocentrismo non è un ideale astratto né una semplice direzione normativa sostenuta dall’Unione Europea. È una scelta strategica concreta, capace di incidere sulla produttività, generare valore economico reale e permeare ogni ambito dell’attività economica: dalla produzione al lavoro, dai processi organizzativi all’innovazione. Un approccio che abilita la collaboration, abilita modelli di lavoro ibridi e da ovunque, e permette alle persone e ai team di operare in modo più connesso, efficace e continuo.
Parlare di centralità umana significa riconoscere che le persone non sono un costo da ottimizzare, ma il vero motore della competitività. Significa progettare modelli di business e sistemi tecnologici ed energetici dove l’efficienza cresce insieme a qualità e sostenibilità.
In questa prospettiva, Intelligenza Artificiale, Automazione e Transizione Energetica trasformano il lavoro a misura d’uomo. Non sostituiscono il valore umano, ma lo amplificano, liberando dalle attività ripetitive, permettono alle persone di concentrarsi su progettazione, collaborare e realizzare la vision.

UMANOCENTRISMO SUMMIT DI INDUSTRIA ITALIANA
Prima Plenaria di apertura. Nuovi modi di produrre e di organizzare il lavoro con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale, delle nuove tecnologie di collaboration e automazione (come la robotica umanoide), delle rivoluzioni energetiche.
Con Marco Taisch (docente al Polimi, presidente del Competence Center Made 4.0 e della Fondazione Mics e soprattutto massima autorità sulle tecnologie abilitanti l’Industria); Patrizio Bianchi (economista, già rettore e ministro dell’Istruzione); Giovanni Cauteruccio (CIO e CDO Prysmian); Alessandro De Biasio (ceo Cefriel); Gianni Dal Pozzo (Ceo Considi).
Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra nei processi decisionali? E quando i robot diventano umanoidi? E quando il lavoro in fabbrica cambia radicalmente? Quando gli algoritmi organizzano il lavoro e i sistemi digitali attraversano fabbriche, supply chain e uffici? Le tecnologie stanno davvero aumentando le capacità delle persone o stanno introducendo nuove complessità? E sono costi oppure generatori di valore economico concreto? E a quali condizioni?
E soprattutto: è possibile progettare innovazione partendo dalle persone, e non adattandole dopo?
Al centro del confronto di apertura ci sono due voci chiave del pensiero industriale italiano: Marco Taisch, docente di Manifattura Digitale al Politecnico di Milano e presidente del Competence Center MADE e della Fondazione MICS, tra i massimi esperti di tecnologie per l’industria, e Patrizio Bianchi, economista industriale, già Ministro dell’Istruzione e rettore dell’Università di Ferrara. A loro il compito di leggere il cambiamento in corso, mettendo a fuoco perché oggi l’umanocentrismo non è una dimensione accessoria ma una condizione per rendere l’innovazione sostenibile, adottabile e quindi realmente produttiva. E che cosa devono fare le imprese, come si devono organizzare, quali strategie devono seguire.
Accanto a loro, tre prospettive operative che coprono l’intero ciclo dell’innovazione.
Giovanni Cauteruccio, Cio e Chief Digital Officer di Prysmian, rappresenta invece chi queste tecnologie le implementa su scala globale, dentro una grande realtà industriale. Prysmian, leader mondiale nella produzione di cavi per trasportare dati ed energia, è tra le massime imprese industriali italiane, con quasi 20 miliardi di euro di fatturato e presenza in cinque continenti. La sua struttura IT comprende 300 persone. Se c’è qualcuno che conosce le reali problematiche (e opportunità!) dell’IA nel mondo industriale, quello è Cauteruccio. Il suo intervento si concentra sui casi d’uso concreti: come dati, automazione e AI stanno cambiando progettazione, produzione e gestione delle infrastrutture, quali applicazioni stanno generando impatti misurabili e come si governa il cambiamento in organizzazioni complesse, dove la fiducia diventa un fattore decisivo quanto la tecnologia stessa.
Alessandro De Biasio, Ceo di Cefriel, porta il punto di vista di chi le tecnologie le progetta e le costruisce insieme alle imprese. Il suo contributo entra nel cuore delle difficoltà della trasformazione digitale: perché il valore fatica a emergere, dove si inceppano i processi di adozione e cosa significa, in concreto, progettare soluzioni human-centered fin dalla fase iniziale. Dalla progettazione dei sistemi di intelligenza artificiale fino alla loro integrazione nei contesti organizzativi, il tema è rendere le tecnologie comprensibili, utilizzabili e realmente utili.
Gianni Dal Pozzo, Ceo di Considi, porta infine la prospettiva delle fabbriche e dei sistemi produttivi. Il suo lavoro sul passaggio da Industria 4.0 a Industria 5.0 mette al centro un punto chiave: l’integrazione tra tecnologie e persone non è un equilibrio teorico ma un problema operativo quotidiano.
Andrea Pezzi, Mint. Intelligenza Artificiale: come cambia le nostre vite, come affrontarla, come mantenere centrali le persone. Il caso Mint
Oggi Andrea Pezzi è un imprenditore digitale che opera nel campo dell’intelligenza artificiale e guida un’azienda tecnologica (Mint) da 50 milioni di euro di ricavi, specializzata in comunicazione, pubblicità e altre aree critiche delle aziende. Un manager che lavora sull’automazione dei processi, sull’integrazione tra dati e decisioni, sulla costruzione di modelli organizzativi evoluti. Ma prima di diventare un founder tech, per oltre vent’anni Pezzi è stato uno dei volti più noti della televisione italiana: VJ simbolo di MTV negli anni Novanta e Duemila, autore e conduttore di programmi che hanno segnato un’intera generazione, protagonista di una stagione in cui linguaggi, media e cultura pop stavano cambiando pelle.
Nel 2014 Andrea Pezzi cambia vita e fonda Mint.
Mint è una Sas, una piattaforma di AI agentica che gestisce il workflow dei media per i grandi clienti. In pratica, automatizza e governa i processi di media planning e media buying attraverso un modello di Advertising Resource Management (ARM). Così, trasforma l’advertising in un sistema integrato, misurabile e gestibile come una vera infrastruttura aziendale. Peraltro la sua tecnologia si integra con i sistemi enterprise delle aziende — dai CRM ai software finanziari — e consente di pianificare, attivare e ottimizzare campagne in modo automatizzato, mantenendo il controllo strategico nelle mani delle persone.
Cosa chiederemo ad Andrea Pezzi?
Gli chiederemo anzitutto che cosa sta accadendo davvero nel mondo dell’intelligenza artificiale. Non la narrazione, ma i fatti: cosa significa oggi parlare di sistemi agentici, di aziende in cui processi e decisioni possono essere governati da algoritmi. Gli chiederemo se il lavoro, così come lo abbiamo conosciuto finora, è destinato a cambiare radicalmente. Se davvero ci stiamo avvicinando a organizzazioni in cui molte funzioni — dalla pianificazione alla gestione finanziaria — possono essere automatizzate. E soprattutto: cosa succede al senso del lavoro quando l’azione umana non è più necessaria per produrre valore? Se l’essere umano non è più chiamato a risolvere problemi operativi, quale spazio resta alla sua intelligenza, alla sua motivazione, alla sua crescita? Gli chiederemo cosa significa costruire un modello “human led”: non una tecnologia che sostituisce, ma una tecnologia che potenzia. Quali condizioni servono perché l’AI aumenti il valore delle competenze anziché svuotarle.
Intelligenza Artificiale, robotica e nuove tecnologie: sette casi ci mostrano come possono cambiare i business model. Con Alessandro De Biasio, Ceo Cefriel
Il punto non è solo di usare l’Intelligenza Artificiale o i nuovi sistemi di automazione per guadagnare efficienza. Quello è solo l’inizio, eventualmente. Il punto è cambiare radicalmente i business model dell’azienda. Questo fa la differenza. Ed è la parte più difficile.
Nel suo intervento, De Biasio racconta sette casi di successo portati avanti da altrettante aziende seguite da Cefriel e li commenta, cercando di capire insieme a noi come possono essere di ispirazione anche per altri.
Come funziona l’Innovazione in Leonardo e quali insegnamenti ne possono trarre gli altri manifatturieri. Parla Manuel Fuselli, head of corporate innovation
Un sistema di visione artificiale capace di auto-addestrarsi per tracciare i bagagli sui nastri trasportatori aeroportuali è oggi operativo, tra gli altri, al Charles de Gaulle di Parigi. La tecnologia è stata sviluppata da EyeCan, spin-off dell’Università di Bologna, e integrata nei sistemi di smistamento di Leonardo, partendo da una fase di test di tre mesi. Ecco: il passaggio è quello da bisogno operativo a prodotto industriale, fino all’esclusiva commerciale. In pratica, non si è trattato di testare una tecnologia “interessante”, ma di risolvere un’esigenza reale, industriale, con impatti diretti su efficienza, costi e continuità funzionale. E non è un episodio isolato: è il risultato di un modello strutturato di Open Innovation di Leonardo il principale gruppo industriale italiano nell’aerospazio, difesa e sicurezza, tra i leader europei nelle tecnologie ad alta complessità. Non si parte dalla tecnologia in cerca di applicazione, cercando la soluzione più adatta. Manuel Fuselli – Head of corporate open innovation di Leonardo – ci racconterà il metodo Leonardo, come funziona, come si può estendere ad altre realtà.
Ma cos’è l’Open Innovation per Leonardo? Con 2,5 miliardi investiti in R&S, 17mila persone dedicate ad attività di R&S su oltre 60mila dipendenti e oltre più di 90 collaborazioni accademiche, Leonardo fa dell’innovazione una struttura industriale, non un’iniziativa laterale. Ogni anno avvia 20–25 progetti di co-innovazione con startup, spin-off e centri di eccellenza, integrati in linea con le nelle roadmap delle Divisioni e coerenti con il Piano Industriale.
Luca Onnis, Tinexta Innovation Hub: come costruire la fabbrica cognitiva e soprattutto come finanziarla
La fabbrica cognitiva è il paradigma di Tinexta Innovation Hub per definire l’organizzazione della produzione rivoluzionata dall’arrivo delle nuove tecnologie.
Con Luca Onnis, Coo di Tinexta Innovation Hub, parleremo sia di questo paradigma e sia soprattutto delle possibili soluzioni di finanza agevolata per finanziarlo. Cioè di come godere dei principali aiuti messi a disposizione da Regioni, Governo e Unione Europea, attraverso bandi di finanziamento, iper-ammortamento, incentivi e quant’altro. Onnis è uno dei massimi esperti italiani di queste materie, e i lettori potranno dialogare direttamente con lui attraverso chat.
Tinexta Innovation Hub (precedentemente nota come Warrant Hub) è la Business Unit del gruppo Tinexta focalizzata sull’innovazione, la finanza agevolata e la trasformazione digitale per le imprese. Si configura come un partner strategico per le aziende che puntano alla transizione digitale e sostenibile, in linea con i paradigmi dell’Industria 5.0 e, appunto, della “fabbrica cognitiva”
Collaboration 1/Cisco. La Connected Intelligence unifica mondo fisico e digitale. Con Michele Dalmazzoni, Cisco
Cisco è storicamente leader mondiale nei sistemi tecnologici di collaboration, dalla videoconferenza portata a livelli estremi di perfezione e 3d a tutte le incredibili applicazioni di Webex. Da qualche anno è andata molto oltre tutto ciò, sviluppando ecosistemi in cui il software e l’Intelligenza Artificiale giocano un ruolo chiave.
Connected Intelligence è un ecosistema fisico-digitale in cui intelligenza umana e artificiale collaborano per dare vita a relazioni che generano una conoscenza aumentata (tra umani, tra umani e agenti, e tra agenti) e migliorano l’ambiente di lavoro, potenziando le capacità umane. Come ci racconta Michele Dalmazzoni, Cisco Director Collaboration South Ema, France and Israel, Future of Work Leader Italy. Cisco integra l’AI nelle soluzioni di collaboration, nell’infrastruttura abilitante l’agentic AI (a livello di front end, edge e data center), in soluzioni end-to-end per digitalizzare ambienti fisici (uffici e fabbriche) e nelle piattaforme di cybersecurity
Collaboration 2/Madeinadd Collaboration Uomo-macchina potenziata dall’Intelligenza Artificiale e dalla manifattura additiva. Con Andrea Gorlezza Madeinadd
MadeInAdd è un’azienda specializzata in manifattura additiva che supporta le imprese nello sviluppo di componenti avanzati, dalla progettazione alla produzione. Tra i soci, Cdp, Gruppo Dumarey, Fomas. Il suo approccio integra competenze ingegneristiche, tecnologie digitali e una rete di fornitori per individuare la soluzione più performante. In questo contesto nasce Maddie, la Co-Design Suite proprietaria, che unisce intelligenza artificiale e know-how umano. Maddie affianca i progettisti nella risoluzione di problemi tecnici complessi, abilitando una collaborazione efficace tra uomo e intelligenza artificiale. Gli algoritmi suggeriscono soluzioni, mentre l’ingegnere le interpreta e le valida. Grazie all’IA è possibile arrivare a un prototipo partendo da un semplice schizzo. Ne parliamo con il ceo Andrea Gorlezza.
14.00-15.00 Arrivano i robot umanoidi. A che cosa servono in fabbrica? Quali cambiamenti porteranno? Come si integreranno con i lavoratori?
Con Paolo Denti, ceo di Oversonic: la prima azienda italiana a costruire un robot industriale umanoide funzionante. Giorgio Ferrandino, ceo di Sew Eurodrive, azienda di automazione che produce anche in Italia e usa il robot di Oversonic nelle sue fabbriche. Alessandro Fauda di Vhit Robotics, una start-up dentro la Vhit Weifu guidata da Corrado La Forgia. E il professor Paolo Rocco, docente di Robotica Industriale al Polimi.
Che cosa possono fare davvero i robot umanoidi oggi? E quali azioni potranno compiere in futuro? Rimpiazzeranno davvero l’uomo in alcuni lavori? Quali novità ci riserva la robotica umanoide cinese? E soprattutto: i business leader di oggi, quale utilizzo concreto degli umanoidi possono fare nelle proprie aziende? Il tentativo di fornire risposte – o almeno suggestioni solide, fondate su casi reali e non su effetti annuncio – sarà al centro della sessione.
La robotica antropomorfa è uno dei cambiamenti più profondi oggi in atto. Non è solo un’evoluzione tecnica, ma una possibile ridefinizione dei processi produttivi, dei modelli organizzativi e del rapporto tra uomo e macchina. Eppure, nel dibattito pubblico, il tema oscilla spesso tra entusiasmo acritico e scetticismo superficiale. Il Summit proverà a riportarlo su un terreno industriale.
Ergonomia Cognitiva: un nuovo modo di produrre nella fabbrica digitale, robotizzata e con l’Intelligenza Artificiale. Con Andrea Secco (Bosch Rexroth) e Sergio Terzi (ordinario di Tecnologie Industriali Polimi).
L’obiettivo dell’incontro è capire come si possa passare dalla sola automazione alla progettazione intelligente del lavoro industriale. Come si può aumentare la produttività senza aumentare la pressione sugli operatori? E in che modo la tecnologia può adattarsi alla persona, anziché chiedere alla persona di adattarsi alla macchina? Sono tra le domande a cui Sergio Terzi, Professore Ordinario di Tecnologie Industriali al Politecnico di Milano, e Andrea Secco, Business Unit Manager di Bosch Rexroth e responsabile della business unit Linear and Assembly Technologies.
Andrea Secco illustrerà come ergonomia fisica e cognitiva possano ridurre stress e complessità operativa, liberando produttività nascosta nelle linee di assemblaggio e nella logistica. Se l’automazione ha ridotto lavori ripetitivi e usuranti, ha anche introdotto nuovi livelli di complessità che oggi devono essere gestiti attraverso una progettazione più intelligente delle interazioni uomo-macchina.
Come cambia il mondo dei macchinari grazie all’Intelligenza Artificiale e alle nuove frontiere dell’automazione. Con Bruno Bettelli, presidente Federmacchine
Il mondo dei macchinari è un pilastro della manifattura italiana (insieme ad automotive, meccanica e chimico-farmaceutico) nonché uno dei temi chiave della nostra rivista. E non solo perché vale 52 miliardi e con le sue esportazioni garantisce la bilancia dei pagamenti italiana. Ma anche perché ha una capacità di innovazione enorme, che poi ricade su tutto il sistema. Con Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine, discutiamo di come questo mondo cambia con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale e delle innovazioni di automazione, come i robot umanoidi. Parliamo anche delle previsioni 2026 sul settore e di quale politica industriale si potrebbe condurre.
Federmacchine è una federazione che riunisce 12 associazioni: Ucimu, Ucima, Amaplast, Acimac, Gimav, Amafon, Assomac, Acimga, Confindustria Marmomacchine.
Robotica avanzata come parte di sistemi produttivi (sociotecnici) complessi. Oronzo Lucia si confronta con noi su alcuni aspetti del Position Paper 2026 elaborato dal Comitato scientifico di Sps Italia, presentato alla Fiera il 26/4. Donald Wich anticipa le novità della Fiera
Il Position Paper di Sps Italia è ormai da molto tempo uno dei principali documenti sullo stato dell’arte, e soprattutto sul futuro, dell’automazione e della robotica in Italia. I principali argomenti trattati quest’anno saranno: Regole, standard e fiducia nella tecnologia; Dal campo al cloud per migliorare la produttività industriale; Intelligenza decisionale, persone, strategie, metriche: chi decide nella fabbrica digitale? E Robot, automazione avanzata e AI come parte di sistemi socioeconomici complessi. L’ultimo (ma non certo meno importante) argomento sarà oggetto della conversazione che avremo con Oronzo Lucia nel corso del nostro convegno. Robot, cobot e robot mobili costituiscono una parte importante dei sistemi produttivi complessi e si possono definire “sociotecnici” perché, introducendo nuovi livelli di autonomia produttiva in fabbrica, vanno considerati come componenti all’interno di sistemi integrati tra umani e macchine. In questo caso è importante garantire che all’aumento di autonomia dei sistemi complessi corrisponda una maggiore trasparenza nella definizione dei limiti e delle competenze decisionali. Qui si evidenzia la necessità di avere l’uomo al centro (umanocentrismo), proprio per evitare una deriva delle decisioni che le macchine potrebbero prendere autonomamente. Al termine della conversazione Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, ci illustrerà l’organizzazione e le principali novità della fiera Sps 2026, che si terrà a Parma dal 26 al 28 maggio.
Macchine al centro? Al contrario: la servitizzazione è human centric e a certe condizioni può portare a un nuovo umanesimo industriale. Con Alessandra Gruppi, Strategia&Controllo.
Terminiamo la sessione parlando con Alessandra Gruppi, ceo di Strategia. & Controllo, di come la servitizzazione possa portare a un nuovo umanesimo industriale.
In un mercato sempre più instabile la competitività di costruttori di macchine e impianti si gioca sulla capacità di creare nuovi modelli di business a valore che consentano di rendere più profittevole la relazione con i clienti. Una sfida che può essere vinta non più e soltanto con l’innovazione e la personalizzazione del prodotto, ma con l’introduzione di servizi digitali capaci di generare nuove fonti di ricavo, assicurando una maggiore sostenibilità economica. Alessandra Gruppi, co-fondatrice e presidente di Strategia & Controllo, racconta il passaggio da un modello imprenditoriale focalizzato sul prodotto a un modello human centric, focalizzato sulla user experience dell’utente finale. E parla di come si può introdurlo in azienda, a vari livelli.
AI in fabbrica: meno teoria, più valore per le persone! Applicazioni concrete dell’Intelligenza Artificiale nelle attività di produzione. Con Marco Taisch, Davide Polotto e Antonella Belfatto (MADE4.0)
Una sessione operativa per capire come trasformare davvero l’Intelligenza Artificiale in uno strumento di empowerment delle competenze, capace di affiancare le persone e non sostituirle. Dal servizio DRAIVE del competence center MADE ai casi concreti: un percorso guidato per aiutare imprenditori e manager a individuare dove e come applicare l’AI nella propria value chain, generando valore economico misurabile. Con Marco Taisch, presidente di MADE Competence Center e Fondazione MICS; Davide Polotto, Business Developer di MADE 4.0; Antonella Belfatto, Digital Solution Expert presso MADE Competence Center.
Spatial Intelligence: generare oggetti 3d interattivi da immagini e prompt testuali. Una rivoluzione per progettazione e produzione raccontata Samuele Gallazzi, Autodesk Italia
Spatial Intelligence è l’intelligenza artificiale in grado di generare oggetti 3D interattivi da immagini e prompt testuali, consentendo la navigazione e le simulazioni all’interno di mondi virtuali. Ce lo spiega Samuele Gallazzi, account executive di Autodesk Italia. Per chi progetta e chi produce, si tratta di una rivoluzione, che toglie ancora più freni alla creatività. Per realizzarla, Autodesk ha appena acquisito la start-up World Labs, leader in questa tecnologia.
Oltre l’iperautomazione. Agentic AI e Physical AI. I casi Peroni-Asahi e Fincantieri-Nvidia. Con Stefano Venchi, EY consulting
Due casi concreti di come EY collabora con multinazionali e grandi aziende italiane nello sviluppo di progetti manifatturieri innovativi che integrano l’intelligenza artificiale in processi consumer goods e manifatturieri. Da una parte Birra Peroni, dal 2016 parte del gruppo giapponese Asahi, con il progetto agentic AI che automatizza il processo di procurement con un 95% di accuratezza nella validazione delle fatture. Dall’altra la collaborazione con Fincantieri e Nvidia, dove EY è coinvolta nella sperimentazione della Physical AI applicata alla robotica umanoide a supporto di processi produttivi e ispettivi. Due casi, raccontati dal responsabile in Italia della practice Sap di EY Technology Consulting, che dimostrano come l’AI sia la tecnologia abilitante l’iperautomazione che elimina attività a basso valore aggiunto (il caso Birra Peroni) e attività rischiose e usuranti (il caso Fincantieri).
Operai, manager e… agenti AI! Così la fabbrica diventa agentica. Marino Crippa (Miraitek) ci spiega come funziona
Il ceo di Miraitek illustrerà un modello di “fabbrica agentica” dove operatori, responsabili di stabilimento e produzione, manager e imprenditori vengono affiancati da un assistente virtuale. Gli agenti AI sono concepiti e addestrati attraverso i dati raccolti in ambiente di produzione. Aumentano le capacità dei singoli utenti, rendendo la gestione della fabbrica più efficiente e basata su dati intelligenti, pur mantenendo l’essere umano al centro del processo decisionale.
Che cosa significa digitalizzare davvero un’azienda manifatturiera! Con Corrado La Forgia (Vhit), Riccardo Sesini (Vhit) e Giovanni Besozzi (Bosch Sds).
La roadmap per digitalizzare davvero un’azienda manifatturiera, cosa ben più complessa, delicata, difficile e rara rispetto a quello che ad oggi si fa nella stragrande maggioranza dei casi, ovvero digitalizzare solo alcune parti. Con i nostri relatori vedremo quindi un percorso strutturato per guidare l’evoluzione digitale delle aziende manifatturiere italiane in modo coerente e sostenibile. Forte di una competenza consolidata nel settore industriale e di un’esperienza diretta in contesti produttivi complessi, Bosch Sds e Vhit propongono un metodo che integra dati, pianificazione e continuità operativa in una visione unitaria. A illustrarci questo percorso saranno Corrado La Forgia, General Manager di Vhit – Weifu Group, Riccardo Sesini, Ict Director di Vhit – Weifu Group, Giovanni Besozzi, IT&IoT Key Account e Business Development Manager di Bosch SDS Italia.
Seconda Plenaria di apertura. Intelligenza Artificiale, Robotica Umanoide ed Energia. Modera Luca Manuelli. Con Stefano Da Empoli, presidente di I-Com; Flavio Tonelli, docente all’Università di Genova; Franco Megali, ceo Siemens Digital Industries Software; Pietro Almici, presidente di Confindustria Anima e titolare Carpenteria Meccanica Almici; Patrick Oungre, ceo A2A Life Ventures; Andrea D’Onofrio, Cloud e AI leader Microsoft; Fabiano Benedetti, ceo Beantech
Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra stabilmente nei sistemi industriali? Quando non è più solo una tecnologia, ma un’infrastruttura che attraversa progettazione, produzione, manutenzione e decisioni? E cosa implica questo quando si innesta su due dimensioni altrettanto decisive: da un lato l’evoluzione della robotica — sempre più avanzata — e dall’altro il tema, tutt’altro che secondario, dell’energia e delle infrastrutture che rendono possibile questa trasformazione? Se l’AI diventa il cervello dei sistemi industriali, robotica ed energia ne sono rispettivamente il corpo e le condizioni di funzionamento. La domanda allora cambia: non è più solo cosa può fare la tecnologia, ma come si tiene insieme questo equilibrio — e chi lo governa.
Ansaldo Energia e la gestione della filiera di fornitori, anche piccoli. Un modello umanocentrico e al tempo stesso di messa in sicurezza dell’autonomia energetica nazionale. Parla Andrea Benveduti
Ansaldo Energia è il più importante produttore nazionale di infrastrutture e tecnologie energetiche, e ha pertanto un ruolo chiave a livello di sicurezza strategica e indipendenza energetica del nostro Paese. Le sue dimensioni, pur non piccole, sono inferiori rispetto a quelle dei colossi multinazionali concorrenti con cui si confronta. Eppure, riesce a competere con successo. Perché fa leva su una filiera di fornitori di alto livello e che negli anni ha contribuito a far crescere, che, in modo flessibile, permettono di aumentare la massa critica e la competitività. Una filiera conta circa 200 imprese, con oltre il 60% di PMI e una forte vocazione all’export.
Averla alimentata non ha solo generato valore per Ansaldo Energia, ma anche per il sistema economico-sociale che le ruota intorno, per cui ha un forte effetto moltiplicatore. Adesso la sfida è di evolvere da “filiera” a “sistema”. E l’azienda sta dialogando con decisori di vario livello (Regioni, Governo, Unione Europea) rafforzare questa dimensione.
Ne parliamo con Andrea Benveduti, senior vice president public affairs and institutional relations.
Che 2026 ci sarà per il mondo dell’Industria? E come verrà influenzato dal prezzo dell’energia? Quale futuro per la siderurgia? E l’ESG? Discussione con Carlo Mapelli (Polimi) e Giuseppe Pasini (Feralpi e Confindustria Lombardia)
Carlo Mapelli, docente di siderurgia al Politecnico di Milano, è fra i più autorevoli esperti del mondo più energivoro che esista: l’industria dell’acciaio. Giuseppe Pasini è uno dei maggiori imprenditori siderurgici italiani, da sempre molto impegnato nel mondo imprenditoriale associativo, al vertice di Federacciai, Confindustria Brescia e, adesso, Confindustria Lombardia. Li abbiamo messi a discutere assieme su che cosa succederà a questi mondi alla luce dello scenario geopolitico, degli obblighi “green” dell’Unione Europea, dell’andamento della congiuntura. Last but not least, parleremo di come la fabbrica siderurgica digitale (anche alla luce dei nuovi laminatoi totalmente automatizzati) possa essere umanocentrica
In che modo le guerre e geopolitica condizioneranno il rapporto fra energia e industria? E le aziende come devono reagire praticamente? Con Alberto Clò (economista) e Giacomo Cantarella (AssoEsco).
Non bastava l’Ucraina. Con la guerra in Iran aumentano i prezzi di petrolio e gas naturale e aumentano le incertezze. Che devono fare allora le aziende? Rispetto a quale scenario devono prepararsi? E come possono abbassare il costo dell’energia diventando competitive in modo strutturale e grazie a innovazioni tecnologiche e organizzative destinate a durare nel tempo? Affronteremo questo discorso con uno dei maggiori economisti dell’energia in Italia, il professor Alberto Clò, emerito a Bologna e già ministro dell’Industria. Con lui ci sarà Giacomo Cantarella, presidente di AssoEsco.
Decarbonizzare e affrontare con successo un contesto incerto: non è una missione impossibile. Se si ha OneVision Con Massimo Catania, Trigenia
Decarbonizzare non è solo un obbligo regolamentare: è anche una strategia che fa la differenza in termini di competitività industriale. Anche nel contesto difficile di questo 2026 turbolento, è possibile riuscirci e vivere la trasformazione energetica come una opportunità. I passi da fare per arrivare a questo risultato saranno l’oggetto della conversazione con Massimo Catania, ceo di Trigenia, che non è solo una Esco, ma anche una società di consulenza con forti competenze nella finanza agevolata e nelle tecnologie. Il suo approccio OneVision integra Energy, Financial e Digital.
Il lato high-tech della trasformazione energetica e della sostenibilità. Strategie di progettazione e simulazione AI driven. Con Samuele Gallazzi, Autodesk Italia
Tutti i discorsi che abbiamo fatto in questa sessione richiedono investimenti e focalizzazione strategica sul software industriale e l’Intelligenza Artificiale. Con Samuele Gallazzi di Autodesk vediamo come sia possibile in fase di progettazione decidere materiali e processi di produzione in una logica di sostenibilità. Simulare i flussi di fabbrica per ridurre gli sprechi e ottimizzare il consumo energetico delle linee produttive.
Marco Bentivogli: come cambia il modo di produrre con AI e Robotica. E come adeguare organizzazioni, lavoratori, operai. E politica industriale.
Quando l’intelligenza artificiale entra in fabbrica, che cosa succede davvero al lavoro umano? E soprattutto, chi governa chi: gli algoritmi o le persone? Di questo parlerà Marco Bentivogli, tra le voci più autorevoli in Italia sui temi di innovazione industriale e trasformazione del lavoro.
Bentivogli, già segretario generale della Fim-Cisl e promotore del manifesto «AI: reMade Italy», porterà una riflessione concreta su un tema che riguarda tutte le imprese manifatturiere: come cambiano competenze, responsabilità e ruoli delle persone nella fabbrica guidata da dati e algoritmi. Negli ultimi mesi, insieme a Giuliano Noci del Politecnico di Milano, ha proposto una visione precisa: l’intelligenza artificiale può diventare un acceleratore della manifattura italiana solo se viene integrata con conoscenza industriale, esperienza di fabbrica e capacità decisionale delle persone.
La domanda è semplice, ma decisiva: nella fabbrica dell’AI il lavoro umano verrà sostituito o diventerà ancora più centrale?
Durante il Summit Bentivogli affronterà proprio questo nodo: come trasformare il patrimonio di competenze della manifattura italiana – fatto di esperienza, intuizione e conoscenza pratica – in un vantaggio competitivo nell’era dei dati.
Dalle nuove frontiere della Lean alla fabbrica Umanocentrica. Con Gianni Dal Pozzo, ceo Considi
Dal Pozzo interverrà per discutere – con il direttore Filippo Astone e con i lettori che vorranno partecipare – dell’impatto di Intelligenza Artificiale e automazione sui processi industriali. Con un taglio orientato alla messa a terra: come passare dai piloti alla creazione di valore misurabile in operations, supply chain e organizzazione. La traiettoria è coerente con l’impostazione che Considi attribuisce alla trasformazione 4.0: non un esercizio “tech-first”, ma un percorso in cui la tecnologia abilita (e accelera) un modello operativo e organizzativo che deve reggere nel tempo—con competenze, processi e governance. Inoltre, si parlerà di un argomento su cui Considi ha accumulato tra le massime conoscenze in Europa: la metodologia LEAN. Che trova nuova linfa proprio dai recenti aggiornamenti tecnologici in ambito robotica e Intelligenza Artificiale.
Dal rapporto uomo macchina alla ridefinizione della leadership. Le sfide delle Human Resoruces alle prese con l’Intelligenza Artificiale e altri uragani tecnologici. Con Matteo Zanza ed Luisa Lombardo, Deloitte Consulting
L’AI agentica non è una tecnologia come le altre, non si tratta di adottare un nuovo tool o di aggiornare un sistema. È qualcosa che cambia radicalmente il modo in cui l’azienda pensa, prende decisioni, struttura il lavoro. È un passaggio da una logica di comando a una logica di collaborazione tra umano e macchina. Questo salto di paradigma non si limita ad accelerare ciò che già esiste: cambia le regole stesse del gioco. La governance diventa distribuita, i processi si fanno adattivi, i ruoli più flessibili e la cultura organizzativa diventa un fattore chiave. In questo scenario, gli agenti partecipano ai processi, influenzano le decisioni e interagiscono con persone e sistemi. Ma senza un cambiamento nel modo in cui vengono integrati, l’AI rischia di agire in modo isolato, senza generare valore. In questo scenario L’HR non può più essere soltanto il gestore dei processi di selezione, formazione e amministrazione. Diventa l’architetto dell’evoluzione organizzativa, colui che disegna come lavorano insieme persone e agenti intelligenti, come si distribuiscono le responsabilità e come si misura la performance.
Dal prodotto alla relazione digitale: la rivoluzione Next Gen Product
raccontata da Nadia Scandelli, Cefriel
Da modelli di business basati sulla vendita di prodotto a modelli di relazione digitale. Nadia Scandelli, Business Line Manager Smart Products & Industrial Solutions di Cefriel, racconta come la metodologia Next Gen Product trasforma i prodotti in piattaforme abilitanti modelli a servizio attraverso una visione multidisciplinare che unisce design, tecnologia e business. Il risultato? Prodotti che offrono prestazioni superiori e aprono la strada a servizi innovativi, creando valore continuativo sia per i clienti che per le imprese.
Tecnologia ovunque, uomo al centro: il modello della fabbrica digitale di Erlangen di Siemens spiegato da Katia Gatti, Siemens Digital Industries Software
Digitalizzazione end-to-end, Intelligenza artificiale, sostenibilità. Come progettare una fabbrica digitale attorno ai bisogni reali delle persone? L’esempio dell’Electronics Factory di Erlangen, una delle fabbriche più avanzate al mondo, riconosciuta dal World Economic Forum come “Digital Lighthouse”. Viaggio con Katia Gatti presales director di Siemens Digital Industries Software.
Gran finale con Tullio Tolio: i nuovi modi di produrre dei prossimi anni. L’uomo sarà al centro? E le smart community di Afil.
L’intervento di Tullio Tolio conclude l’Umanocentrismo Summit, tirando le conclusioni.
Tolio non è solo professore ordinario di Sistemi di Produzione al Politecnico di Milano e presidente del Comitato tecnico-scientifico di Afil, Associazione fabbrica intelligente Lombardia. E’ uno dei più prestigiosi esperti italiani di industria, di tecnologie abilitanti e di nuovi modelli di business. La sua autorevolezza ha dimensioni internazionali, ed è ascoltato consulente di grandi aziende, governi, ministeri, unione europea. E ha ricoperto ruoli apicali al Cnr.
Nel suo intervento farà una approfondita panoramica dei nuovi modi di produrre, come le fabbriche flessibili, le fabbriche che si autoconfigurano, la platform economy. E soprattutto, i paradigmi del de-manufacturing e del re-manufacturing, che non sono solo modelli di economia circolare e pro-ambiente, ma hanno anche un valore economico industriale di tutto rilievo. E rimettono al centro l’uomo.

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